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La Valle del Ticino

La Valle del Ticino

La Valle del Ticino

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Cresce in Italia la tendenza del turismo verde. I weekend nelle oasi ecologiche appaiono una alternativa rigenerante e benefica. Tra queste, il Parco del Ticino, “riserva della Biosfera” UNESCO e paradiso riconosciuto a livello internazionale.


Un oasi per il turismo plein air, la cui importanza ha ottenuto molti riconoscimenti internazionali, nonché quello dell’UNESCO che nel  2002 la riconosce come “riserva della Biosfera”. Parliamo del Parco Regionale Lombardo della Valle del Ticino, istituito 30 anni fa nel gennaio del 1974, situato al confine con il Piemonte e ripartito, dal punto di vista amministrativo, in ben 47 Comuni, appartenenti alle tre province di Milano, Pavia e Varese. La realtà viva di questo paradiso naturalistico è oggi affidata alla formula di area protetta “accessibile” in cui la fruizione turistica convive a pieno titolo con la tutela della natura. In tal senso il Parco del Ticino rientra nella categoria dei “Parchi aperti”, aree sterminate dai confini invisibili e dalla posizione facilmente raggiungibile: mediante la rete stradale statale, tre autostrade (A4, A7, A8/26) ognuna con un casello situato all’interno del Parco, ben 15 ponti, stradali e ferroviari, che attraversano il fiume.
 
L’immenso territorio del Parco offre possibilità di compiere attività sportive in ogni periodo dell’anno. Naturalmente grande attrazione esercitano anche i monumenti e le aree storiche situate all’interno delle principali città del Ticino (ad esempio, la piazza Ducale di Vigevano o il ponte vecchio e piazza del Duomo a Pavia). Le 26 spiagge principali censite, insieme ad alcuni impianti sportivi e piscine poste nelle loro immediate vicinanze, rimangono i punti di maggiore attrazione per il turismo di massa estivo, nonostante le acque del fiume siano per buona parte del suo corso non balneabili. Per lo spostamento interno al parco, e per la gioia dei ciclisti, ci sono circa 315 chilometri di sentieri (15) codificati e segnalati, e piste ciclabili.
 
Il cuore del Parco è, naturalmente, quello “selvaggio” corrispondente a zone naturalistiche integrali, estese per circa 528 ettari e localizzate in ambiti particolarmente isolati (in genere tratti di rive poco accessibili e isole nel fiume). Qui si trovano rarità rappresentative dei diversi ecosistemi della Valle del Ticino e in particolare dell’ambiente planiziale sia padano che europeo. Un secondo livello di naturalità del Parco è quello caratterizzato dalla presenza di complessi vegetazionali di rilevante pregio botanico. Le zone più esterne, invece, rappresentano una sorta di “fascia di protezione” ecosistemica e paesaggistica attorno alle zone più pregiate poste a ridosso della fascia fluviale del fiume Ticino. Sono costitute da ambiti agricoli e forestali a prevalente interesse faunistico e che si estendono per circa 5600 ettari.
 
Ed  è proprio il paesaggio agrario, dalle risaie e campi di mais, dai prati e dai pioppeti, dalle siepi e dai filari posti tra le sue cascine e lungo le rogge e i fossi ai bordi della fittissima rete di strade bianche, la prima impressione che rimane del Ticino, particolarmente gradita ai birdwatchers, naturalisti, cacciatori, pescatori e raccoglitori di funghi. Per l’osservazione degli uccelli ci sono otto garzaie nella valle, tra cui quella della Zelata, più nota e accessibile, per osservare gli aioroni a distanza senza troppa interferenza del fogliame.

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