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Picasso erotico

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“L’arte non è casta […] se lo fosse non sarebbe arte” Pablo Picasso E nulla di casto hanno le opere di Picasso esposte dal 20 Febbraio al 20 Maggio 2001 al Museè du Jeu de Paume di Parigi in collaborazione con la Reunion des Musees Nationaux, con il museo Picasso e con il museo delle Belle Arti di Montreal.

“L’arte non è casta […] se lo fosse non sarebbe arte” Pablo Picasso
E nulla di casto hanno le opere di Picasso esposte dal 20 Febbraio al 20 Maggio 2001 al Museè du Jeu de Paume di Parigi in collaborazione con la Reunion des Musees Nationaux, con il museo Picasso e con il museo delle Belle Arti di Montreal. “Picasso Erotique”: questo il titolo della mostra che espone 300 fra le opere più sconosciute dell’artista, fra cui molti schizzi appartenenti a collezioni private e finora mai apparsi in uno spazio pubblico. In un certo senso l’intera opera di Picasso denota una forte carica erotica poiché tutta la sua carriera fu ispirata da un’impulso sessuale: dai primi lavori –che risalgono a quando Picasso aveva soli otto anni e che rivelano un precoce interesse per il sesso femminile- fino alle ultime tele ( che mostrano una serie di visioni dislocate di organi genitali) il più grande pittore del 20esimo secolo visse e dipinse illuminato dal sole di Eros e all’ombra di Thanatos. L’erotismo come ossessione: una retrospettiva delle opere di carattere più marcatamente erotico, tanto che il direttore del Museo Picasso di Parigi , Gerard Reigner alias Jean Clair e uno degli autori del catalogo della mostra, afferma che: “Queste opere non potrebbero mai essere esposte negli Stati Uniti, poiché lì la correttezza e l’onestà politica agiscono come una nuova forma di terrorismo sul mondo dell’arte; simili quadri andrebbero subito sotto le forbici della censura in nome appunto, di quella che gli americani chiamano ‘morale’. Picasso assume in mostra almeno tre aspetti principali: c’è il giovane artista frequentatore di quei bordelli in cui un giorno gli appariranno le Demoiselles , poi c’è il Picasso-Minotauro, e una delle sue Arianne sarà la sua amante Dora Maar: è l’artista giunto alla prima maturità che, recuperando le radici della sessualità nella ritualità mitica, le esplora in chiave surrealista; c’è infine l’ultimo Picasso, quello intento a spiare giovani nell’atto sessuale. Il catalogo della mostra spiega come e quanto queste tre fasi dell’attività artistica di Picasso, coincidano con la sua esperienza di vita. L’esposizione ci riconsegna così un Picasso egocentrico, distruttore di mogli e fidanzate, un Picasso erotico e diabolico seduttore, a volte crudele. “Non dobbiamo dimenticare in fondo”, dichiara Reigner, “che una forte carica erotica, se non addirittura una vena pornografica, è tipica dell’arte e della letteratura spagnola e Picasso appartiene a tale tradizione”. Le opere dell’artista spagnolo esposte alla mostra di Parigi, sono opere spesso rappresentazioni grottesche che esorcizzano i timori e i tabù legati alla pratica o anche solo al pensiero o desiderio di certe abitudini sessuali; ma è anche una sorta di analisi del lato più oscuro della vita umana, delle sue paure e delle sue follie. Il pittore opera dalla parte di una sorta di contronatura che genera mostri: il sesso senza forma fissa e senza dimensione determinata, senza proporzione; tutto sfugge alla misura e dunque all’arte, ma proprio per questo stimola il desiderio smisurato. Così il corpo si scompone e si contorce diventando irriconoscibile e alla giusta misura e alla proporzione Picasso contrappone la fantasia della sua arte. Il ruolo di impresario del sesso assolto da Picasso che mette in scena esibizioni e spettacoli sessuali è in linea con tutto l’universo dell’artista ai tempi delle avventure giovanili: Le Demoiselles segnano indubbiamente il momento culminante di questo periodo, il più spettacolare, mentre il Minotauro incarna la virilità e la fertilità e il suo atto d’amore furioso, vuole rappresentare la bestialità del conflitto mondiale attraverso la bestialità di un atto sessuale: la crudeltà dell’immagine riempì la fantasia dei surrealisti. L’esposizione include Lovers in the street, i bassorilievi Raphael e la Fornarina, la scultura Metamorphosis II; sono inoltre esposti altri importanti documenti come lettere, poesie, fotografie e un manoscritto originale dell’artista.

Galerie nationale du Jeu de Paume
1, place de la Concorde
75008 Parigi
Tel. 01 42 60 69 69
Accesso al pubblico tutti i giorni tranne lunedì dalle 12 alle 19; il martedì e il giovedì dalle 12 alle 21.30.
La mostra si sposterà al Museo delle Belle Arti di Montreal dove sarà ospitata dal 14 giungo al 16 settembre 2001, per poi ritornare in Europa al Museo Picasso di Barcellona dal 25 ottobre 2001 al 25 gennaio 2002.



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