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Irene, zarina del Made in Italy

Irene, zarina del Made in Italy

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A Roma fino al 28 Febbraio 2006 le Sale dell’Auditorium ospiteranno la mostra "Irene Galitzine. La Principessa della moda”, dedicata alla stilista di origini russe che negli anni Sessanta inventò il famoso Pijiama Palazzo

Una principessa di origini Russe che diventò regina dell'Alta moda. Parliamo di Irene Galitzine che durante la sua carriera di stilista ha vestito le più grandi star del panorama internazionale e che negli anni Sessanta inventò il famoso Pijiama Palazzo, un abito che ha fatto la storia. Le sue creazioni sono esposte nella mostra "Irene Galitzine. La Principessa della moda", presso le sale dell'Auditorium Conciliazione a Roma. Mostra che coincide con i novant’ anni della Principessa.

Centocinque gli abiti esposti, affiancati da fotografie e video che documentano le collezioni e i rapporti con il jet set internazionale durante gli anni della dolce vita e l'importante legame tra la moda francese e la nascente Alta Moda Italiana. Abiti di Dior, Balenciaga, Desses sono esposti a fianco dei celebri Pijiama Palazzo e degli abiti da gran sera, testimonianze dello stile inconfondibile della Galitzine. Una bellissima storia quella di Irene Galitzine, principessa russa nata a Tiflis, capitale della Georgia, il 22 luglio 1916. Donna bellissima, dalla personalità affascinante, figlia di una delle famiglie più antiche dell'Impero, la madre era la Principessa Nina Lazareff, georgiana originaria del Caucaso. Il casato dei Galitzine  risale al 1270, sotto il re Guendamino di Lituania.

Nella primavera del 1919 la situazione in Russia si aggrava e Irene, all’età di un anno, parte con la madre verso l’Italia. Meta Frascati, cittadina laziale in cui si rifugiavano molti profughi russi. All’età di sei anni(1922) Irene e la madre si trasferirono a Roma dai prozii, in una sontuosa villa di quaranta stanze. Grazie al lavoro della madre, ad alcuni gioielli portati dalla Russia e alla generosità della zia, Irene potè vivere una vita tranquilla, ed essere educata come una ragazza della buona società. Intanto sulla scena internazionale, Greta Garbo riempiva i rotocalchi e le sale cinematografiche dove si proiettavano i suoi film. Greta regalava un’immagine nuova di donna proiettata verso l’emancipazione, Irene ne subì il fascino e sviluppò una forte personalità protesa verso l’indipendenza.

Era di grande prestigio, all’epoca, per le maison parigine avere modelle russe di classe possibilmente nobile. Chanel, per esempio, amò circondarsi da intellettuali russi che portavano nella capitale una ventata nuova, carica di colore, di tradizione e di disperata eleganza. Uno charme influì sull’educazione di Irene, esule, senza patria, innamorata di Roma ma attratta da Parigi. La Galitzine, oltre che bella, è brillante e intelligente, parla cinque lingue: carta d’ingresso per una serie di incontri importanti per il suo futuro.

L’esplosione socio-culturale che si ebbe in quel periodo si vanificò con l’avvento del nazismo. Era un’umanità desiderosa di vivere nella gioia del colore e dell’esotismo, ma fu riportata a vestire il nero dell’uniforme, la guerra con i suoi rituali fece il resto. Arrivarono i tempi duri, la mancanza di cibo, la disperazione. Ma la principessa, insieme alla madre, riuscì a cavarsela. Nell’immediato dopo guerra Roma si presentava come una città disordinata, confusa che sognava il benessere e soprattutto desiderosa di recuperare il tempo perduto. Si alimentavano chimere con storie di regine, di matrimoni da favola, si creavano nuove mitologie, da Sofia Loren a Silvana Mangano.

La nobiltà, ripresa dallo choc della guerra, fu costretta a lavorare, le donne scelsero l’antico mestiere della sartoria e fu allora che l’aristocrazia romana debuttò nel mondo della moda a fianco delle proletarie. Nacque così lo stile italiano firmato Sorelle Fontana, Maria Antonelli, Alberto Fagiani e tanti altri, compresa Irene che nel 1946 aprirà un atelier, dove realizzerà abiti ispirati alla moda francese.  Il tempo scorre e per Irene sarà un susseguirsi di premi e di riconoscimenti legati a collezioni di successo.

Nel gennaio del 1960 presenta la sua prima collezione a Palazzo Pitti dove appare per la prima volta il famoso ‘Pijama Palazzo’. Come racconta la stilista ‘il Pijama fu più un’idea pratica del vestire che un’esigenza stilistica’, la donna cambiava il suo ruolo nella società, ma non nell’abbigliamento, ancorato ancora a schemi di rappresentazione obsoleti. Il Pijama Palazzo non era un abito unisex ma qualcosa di estremamente femminile e sopratutto diverso. Unità di forma, colore e contenuto. Una mescolanza di riferimenti culturali e sensibilità artistica: dalla cultura russa ha ereditato la passione per il tessuto e le icone bizantine, l’ispirazione decò nasce dalla frequentazione francese del vestire, base della sua formazione stilistica, mentre nella preziosità del colore si manifesta il dichiarato amore per il Mediterraneo.

Nasceva finalmente un abito che rappresentasse qualcosa di nuovo per una donna che desiderava indossare i pantaloni, ma che non voleva sembrare un uomo. Proposto come indumento base, il Pijama Palazzo subirà, nel corso degli anni, una serie di modifiche a seconda delle tendenze e delle committenze: a casacca, a sacco, aderente e trasparente, di diverse lunghezze.Sono gli anni gloriosi quelli del Pijama Palazzo per Irene Galitzine che si affacciò sulle passerelle internazionali riscuotendo uno strepitoso successo.

Tra le sue clienti donne famose come Jaqueline Kennedy, di cui fu più volte ospite e consigliera di stile, e sua sorella Lee Radzwill, la Baronessa Guy de Rothshild, la Duchessa di Windsor, Soraya, Paola del Belgio, Merle Oberon, Anna Maria di Grecia, Marella Agnelli, Ira Füstemberg, Liz Taylor, Audrey Hepburn e Cathrine Spaak. Famose le sue feste capresi che si tenevano nella villa Vivara dove ospitava, tra gli altri, Jacqueline Kennedy, la famiglia Agnelli, Greta Garbo, Onassis e la Callas. Per Claudia Cardinale crea i vestiti per il film “La Pantera Rosa”, omaggio cinematografico allo stile Galitzine.

Attraverso le decadi le sue collezioni sono state impregnate da una certezza aristocratica e da un’autorità sofisticata segnata dal suo incrollabile gusto. Per più di cinquant’anni, Irene non ha mai deviato dalla sua estetica di eleganza, la stessa che è stata abbracciata da alcune donne iconiche del tempo. Alla veneranda età di novant’anni, la principessa Irene è ancora bella, di quella bellezza fatta di curiosità intellettuale e di amore per il mondo: ricetta perfetta contro il trascorrere del tempo.

  • IRENE GALITZINE

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  • IRENE GALITZINE. LA PRINCIPESSA DELLA MODA

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  • MOSTRE ROMA 2006

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  • MOSTRA MODA ROMA 2006

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  • IRENE GALITZINE, STILISTA RUSSA

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